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Il profumo dell'Etna in eruzione e altre meraviglie raccontate dalle scienziate che lo studiano

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Ogni vulcano ha la sua personalità. Qualcuno sbuffa, qualcuno sonnecchia, alcuni si ergono sontuosi e percorribili in lungo e in largo, altri si mimetizzano timidi nella coperta del mare. Con i suoi metri di altezza, l' Etna è una vetta fatta e finita: 'a muntagna. Un femminile singolare che ne esalta la sfuggente solidità, il mistero assoluto che si cela nei crateri che lo accompagnano fino al cielo. Quando si sveglia, l'Etna sbadiglia, borbotta, racconta di sé ai poeti che ne carpiscono l'essenza romantica. Ma parla specialmente ai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologiache codificano i segreti lirismi del vulcano più seducente e ammirato d'Italia. Quattro ricercatrici siciliane, donne di scienza di un poker di prospettive sulla materia più affascinante: cosa significa studiare i vulcani. Il singolarissimo Etna in particolare, nel pieno di un'attività eruttiva che fa slittare il collettivo virtuale fissato tra una missione e l'altra. La vulcanologia non è una scienza unica, è l'intersezione felice di discipline.

Studiosa e divulgatrice, è convinta che ciascuno cratere abbia la sua psicologia: I più tranquilli sono i più pericolosi, come le persone. Quando andava a scuola, le maestre avevano suggerito a sua madre: «È una bambina disinteressata, le faccia fare la cameriera da qualche parte». Non per mancanza di interesse, come credevano le maestre. Perché di interessi Sabrina Mugnos ne ha moltissimi e, soprattutto, quelli che ha sono mastodontici: l'universo con le sue galassie, lassù, e le montagne, quaggiù, ma montagne molto speciali, che all'interno nascondono il magma primordiale. Montagne affinché devi scalare fino in cima per poi scoprire il loro abisso, un inferno di lava. Cielo e campagna, aria e fuoco, alto e brevilineo, egualmente irraggiungibili e potenti, come gli antichi «elementi», come le forze della natura in cui lei, vulcanologa, ambiente , si immerge da anni, per uscirne, ogni volta, sempre più curiosa ed elettrizzata. È una filosofia di vita: non so se i vulcani condizionino le persone o, in alcuni modo, le persone condizionino i vulcani

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Chi sa dare una luce diversa alle cose meglio delle donne? Sono state capaci di dare il via ad un vero e proprio cambio formativo in quello che è stato per anni un ambiente fortemente maschile. Numeri che confermano come quello del vino tempo fa fosse un mondo autenticamente maschile e, in parte, lo è ancora oggi. Molto ferrata anche nelle pubbliche relazioni e nel marketing, mantiene comunque una visione tecnica del concepito, non rinunciando ad essere il aspetto della Cantina Letrari: insomma, una competente a tutto tondo che, ne siamo certi, non smetterà di stupirci. Per Silvia Francoquello del vino è un mondo fatto di poesia, delicatezza e arte. Questa professionista del settore enoico porta avanti una tradizione nata nelquando Antonio Franco ha fondato la sua nota cantina Nino Franco nel Valdobbiadene. Dal vitigno Glera che cresce in un paesino a nord di Venezia, nasce un Prosecco dal carattere caratteristico e apprezzato in tutto il immacolato. Chissà quali altre sorprese ci proporrà questa cantina storica?